Il Teatro Stabile del Veneto · Carlo Goldoni è una fondazione di diritto privato a partecipazione pubblica. Questa è la sua prima Relazione sulla sostenibilità, riferita all’esercizio 2025, dal 1° gennaio al 31 dicembre.
| Sede | Indirizzo |
|---|---|
| Teatro Carlo Goldoni di Venezia | S. Marco, 4650/B, 30124 Venezia VE |
| Teatro Verdi di Padova | Via dei Livello, 32, 35139 Padova PD |
| Teatro Mario Del Monaco di Treviso | Corso del Popolo, 31, 31100 Treviso TV |
| Teatro Maddalene di Padova | Via S. Giovanni di Verdara, 40, 35137 Padova PD |
| Magazzino di Mestre | Via Porto di Cavergnago, 6, 30173 Mestre VE |
| Magazzino di Treviso | Via Enrico Mattei, 33, 31055 Quinto di Treviso TV |
Una relazione sulla sostenibilità è il documento con cui un ente rende conto, con dati verificabili, dei propri effetti sull’ambiente e sulle persone, e di come si organizza per governarli. Non è un bilancio economico e non sostituisce il bilancio di esercizio.
Uno standard di rendicontazione serve a stabilire che cosa va misurato e come, perché due enti diversi possano essere letti con lo stesso metro. Qui lo standard è il VSME, ed è volontario: il Teatro non era obbligato a redigere questo documento.
Il VSME è il principio volontario di rendicontazione di sostenibilità per le piccole e medie imprese non quotate, raccomandato dalla Commissione europea con la Raccomandazione (UE) 2025/1710 del 30 luglio 2025.
Il modulo base raccoglie le informative minime dello standard; il modulo onnicomprensivo aggiunge quelle su strategia, politiche e catena del valore. Il Teatro ha adottato entrambi, cioè l’opzione più estesa che lo standard prevede.
Il perimetro è l’insieme delle sedi e delle attività a cui i dati si riferiscono: qui le sei sedi elencate sopra, per i dodici mesi del 2025. Ogni numero di questo documento va letto dentro quel perimetro.
Quanta energia consumano le sedi, quante sono le emissioni di GHG, quanta acqua viene prelevata e come vengono gestiti i materiali. Il 2025 è l’anno zero: questi numeri diventano la base di confronto per tutti gli esercizi successivi.
| Sede | Elettricità | Combustibili | Totale |
|---|---|---|---|
| Teatro Goldoni | 338,03 | 652,90 | 990,93 |
| Teatro Del Monaco | 490,40 | 303,29 | 793,68 |
| Teatro Verdi | 183,51 | 350,29 | 533,80 |
| Teatro Maddalene | 51,87 | 0,00 | 51,87 |
| Magazzino di Mestre | 0,003 | 0,00 | 0,003 |
| Magazzino di Treviso | 0,00 | 0,00 | 0,00 |
| Totale | 1.063,81 | 1.306,47 | 2.370,28 |
Il megawattora, MWh, è l’unità con cui si misura l’energia consumata. Per dare una scala: una famiglia italiana consuma in media circa 2,7 MWh di elettricità in un anno.
Il consumo energetico totale somma due cose diverse: l’elettricità prelevata dalla rete e i combustibili (per il Teatro nel 2025 solo gas naturale utilizzato per riscaldare le sedi). Sommarle richiede di convertirle nella stessa unità energetica ovvero i MWh.
Una garanzia di origine è un certificato che attesta che una quantità di elettricità pari a quella consumata è stata immessa in rete da fonti rinnovabili.
Il mix residuo è la composizione di ciò che resta nella rete elettrica nazionale dopo aver escluso l’energia rinnovabile rivendicata dai soggetti che hanno consumato energia elettrica coperta dalle garanzie di origine rinnovabile. Si applica a chi non ha un contratto rinnovabile dedicato.
Dei 757,85 MWh rinnovabili, 725,78 MWh provengono da contratti di fornitura con garanzia di origine, che coprono Verdi, Del Monaco, Maddalene e il Magazzino di Mestre.
Gli altri 32,08 MWh sono la componente rinnovabile contenuta nel mix residuo elettrico italiano, che alimenta il Teatro Goldoni: per quella sede non esiste un contratto con garanzie di origine rinnovabile, e la quota rinnovabile del mix residuo vale il 9,49%.
La quota del 32,0% è calcolata sul consumo energetico totale, che comprende il gas per il riscaldamento. Rapportata alla sola energia elettrica, la quota rinnovabile sale al 71,2%. Le due percentuali non sono alternative: cambia il denominatore.
Per il Magazzino di Treviso non si rilevano consumi energetici.
| Sede | Ambito 1 | Ambito 2 pos. | Ambito 2 merc. | Ambito 3 |
|---|---|---|---|---|
| Teatro Goldoni | 133,77 | 69,60 | 122,93 | 45,92 |
| Teatro Verdi | 71,77 | 37,78 | 0,00 | 24,79 |
| Teatro Del Monaco | 62,14 | 100,97 | 0,00 | 45,13 |
| Teatro Maddalene | 0,00 | 10,68 | 0,00 | 3,70 |
| Magazzino di Mestre | 0,00 | 0,00 | 0,00 | 0,00 |
| Magazzino di Treviso | 0,00 | 0,00 | 0,00 | 0,00 |
| Totale | 267,68 | 219,03 | 122,93 | 119,54 |
Una tonnellata di CO2 equivalente, tCO2e, è l’unità con cui si misurano i gas a effetto serra (GHG). I gas sono diversi fra loro e contribuiscono al surriscaldamento del pianeta in misura diversa: l’equivalenza li riporta tutti alla scala dell’anidride carbonica (CO2e).
Lo standard divide le emissioni in tre ambiti. L’ambito 1 sono quelle prodotte direttamente, qui la combustione del gas per il riscaldamento. L’ambito 2 sono quelle prodotte indirettamente per generare l’energia elettrica prelevata dalla rete. L’ambito 3 sono tutte le altre emissioni indirette lungo la catena del valore.
Dei due totali, quello basato sul mercato è il più basso perché tiene conto dei contratti di fornitura rinnovabile effettivamente sottoscritti. Nessuno dei due è più vero dell’altro: rispondono a due domande diverse, lo standard consente di pubblicarli entrambi, ma il metodo basato sul mercato è quello che consente di mettere in evidenza gli sforzi fatti per approvvigionarsi di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili tramite gli strumenti contrattuali a disposizione del Teatro.
Lo standard GHG Protocol prevede infatti due metodi per rendicontare le emissioni indirette da energia elettrica. Il metodo basato sulla posizione applica a tutti i consumi il fattore medio del mix elettrico nazionale italiano. Il metodo basato sul mercato applica il fattore del contratto di ciascuna sede. Le sedi con contratto con garanzia di origine rinnovabile hanno fattore 0,00: per questo il loro ambito 2 basato sul mercato è pari a zero. Il Teatro Goldoni mostra il caso opposto, e la cosa è metodologicamente attesa: il suo ambito 2 basato sul mercato supera quello basato sulla posizione, perché al Goldoni si applica il fattore del mix residuo italiano, più alto del fattore medio nazionale.
L’ambito 3 comprende la sola categoria 3 relativa alle attività legate ai combustibili e all’energia non comprese negli ambiti 1 e 2. Le altre 14 categorie di ambito 3 non sono rendicontate in questo primo esercizio per indisponibilità di dati primari o secondari sufficientemente accurati e tracciabili.
| Indicatore | tCO2e per milione di € di ricavi |
|---|---|
| Emissioni di ambito 1 e ambito 2, basate sulla posizione | 106,46 |
| Emissioni di ambito 1 e ambito 2, basate sul mercato | 85,44 |
| Emissioni totali di ambito 1, ambito 2 basate sulla posizione e ambito 3 Cat. 3 | 132,60 |
| Emissioni totali di ambito 1, ambito 2 basate sul mercato e ambito 3 Cat. 3 | 111,58 |
Due grandezze che descrivono l’attività di un ente di spettacolo dal vivo meglio del fatturato: le 575 alzate di sipario e le 180.139 presenze in sala registrate nel 2025 nelle sale gestite dal Teatro.
Un indicatore di intensità rapporta una grandezza ambientale a una misura dell’attività. Serve perché il valore assoluto, da solo, non dice se un ente sia efficiente: un teatro che raddoppia gli spettacoli consuma di più, ma può consumare meno per ogni spettacolo. L’intensità rende confrontabili anni e organizzazioni di dimensioni diverse.
Il primo gruppo è l’unico richiesto dallo standard, e mette le emissioni in rapporto ai ricavi. Gli altri due gruppi sono volontari: il Teatro ha scelto di calcolarli perché per un ente di spettacolo dal vivo il fatturato è un denominatore povero, e due teatri con lo stesso bilancio possono avere attività molto diverse.
Un’alzata di sipario è una rappresentazione aperta al pubblico in una delle sale gestite dal Teatro. Una presenza è una persona entrata in sala, abbonati compresi e non i soli biglietti venduti.
Al numeratore, il consumo energetico comprende sia l’elettricità sia il gas per il riscaldamento, che nel 2025 ha pesato per più della metà. Le emissioni sono quelle di ambito 1 e di ambito 2 basate sul mercato, e non comprendono l’ambito 3. Il prelievo idrico è quello di tutte le sedi del perimetro.
Le recite in tournée si svolgono in sedi non gestite dal Teatro: sono escluse dai consumi e, per coerenza, anche dalle alzate e dalle presenze. Un denominatore più ampio del numeratore restituirebbe un valore artificialmente basso.
Il dato per alzata di sipario distribuisce sull’attività di palcoscenico anche i consumi che non dipendono dalla singola serata: il riscaldamento nei giorni di chiusura, gli uffici, i due magazzini. È una misura dell’impronta complessiva rapportata a ciò che il Teatro produce, non il consumo di una singola recita.
Attenzione ai due indicatori di prelievo idrico: non costituiscono una linea di partenza attendibile, perché risentono della perdita idrica sotterranea del Teatro Carlo Goldoni, e sono quindi più alti di quanto il funzionamento ordinario delle sedi comporti.
Il 2025 è il primo anno di rilevazione: questi valori sono una linea di partenza e non misurano un miglioramento. Il confronto sarà possibile dal prossimo ciclo di rendicontazione.
| Sede | m³ |
|---|---|
| Teatro Carlo Goldoni | 3.747,59 |
| Teatro Verdi | 657,20 |
| Teatro Mario Del Monaco | 1.420,84 |
| Teatro alle Maddalene | 0,00 |
| Magazzino di Mestre | 0,00 |
| Magazzino di Treviso | 0,00 |
| Totale | 5.825,63 |
Il prelievo idrico è l’acqua prelevata dalla rete, da non confondere con l’acqua consumata, che non viene rendicontata in quanto non rilevante per l’attività svolta dal Teatro (consumi = prelievi meno scarichi).
Lo stress idrico misura quanta acqua viene prelevata rispetto a quella disponibile in un territorio. Una zona è a stress elevato quando la domanda si avvicina alla disponibilità; la mappa di riferimento è quella del World Resources Institute.
Il prelievo idrico riguarda le utenze direttamente controllate dal Teatro. Per le sedi del Teatro alle Maddalene (sito teatrale di minori dimensioni del perimetro, con attività programmate di natura prevalentemente artistica e laboratoriale), Magazzino di Mestre e Magazzino di Treviso (attività limitate alla mera funzione di stoccaggio delle merci) non si registrano prelievi idrici.
Una superficie orientata alla natura è un’area gestita per favorire la biodiversità: verde permeabile, tetti o pareti verdi, aree rinaturalizzate. Il Teatro non ne ha, né nei siti né fuori: il perimetro è fatto di edifici storici in contesto urbano e di due magazzini, e l’intera superficie occupata è impermeabilizzata.
La superficie impermeabilizzata è quella coperta da edifici o pavimentazioni che non lasciano filtrare l’acqua nel terreno. Coincide qui con l’uso totale del suolo.
Risorse idriche e biodiversità sono i due temi risultati non materiali nell’analisi di doppia materialità: il Teatro li rendiconta comunque, perché lo standard li richiede nel modulo adottato.
| Codice | Denominazione | t |
|---|---|---|
| 16 02 14 | Apparecchiature fuori uso, diverse da quelle di cui alle voci da 16 02 09 a 16 02 13 | 0,10 |
| 17 01 01 | Cemento | 0,80 |
| 17 08 02 | Materiali da costruzione a base di gesso diversi da quelli di cui alla voce 17 08 01 | 0,70 |
| 20 03 07 | Rifiuti ingombranti | 0,08 |
| Totale | 1,68 |
Il codice a sei cifre accanto a ogni riga è il codice dell’elenco europeo dei rifiuti: identifica in modo univoco di che materiale si tratta.
Un rifiuto è pericoloso quando contiene sostanze che richiedono precauzioni particolari nel trasporto e nel trattamento. Tutti i rifiuti tracciati dal Teatro nel 2025 sono non pericolosi: sono materiali da lavori edili, apparecchiature dismesse e ingombranti.
Il formulario di identificazione è il documento che accompagna ogni trasporto di rifiuti speciali e ne registra origine, tipo, quantità e destinazione. È la fonte di questi numeri, ed è anche il motivo per cui il perimetro è quello descritto qui sotto.
I dati riguardano i soli rifiuti speciali tracciati tramite Formulario di Identificazione dei Rifiuti.
La rendicontazione copre quindi i flussi documentati dal formulario, non la totalità dei rifiuti urbani assimilati conferiti al servizio pubblico nelle sei sedi.
Chi lavora per il Teatro appartiene a forme contrattuali molto diverse fra loro, quindi leggere i dati relativi ai lavoratori significa prima di tutto dichiarare di chi si sta parlando. Accanto a chi il teatro lo fa c’è chi entra in sala: renderlo accessibile a tutti, nei luoghi e nei linguaggi, è parte della missione dell’ente.
| Tipologia di contratto | Numero |
|---|---|
| Dipendente in organico strutturato | 72 |
| Dipendente scritturato | 518 |
| Lavoratore autonomo scritturato | 281 |
| Borsista | 39 |
| Totale | 910 |
In un teatro convivono quattro forme contrattuali molto diverse, e confonderle è il modo più rapido per leggere male questi numeri.
I dipendenti in organico strutturato sono la struttura permanente: amministrazione, tecnici, direzione. I dipendenti scritturati sono assunti per una singola produzione e cessano con essa. I lavoratori autonomi scritturati collaborano a una produzione con partita IVA. I borsisti sono allievi dell’Accademia.
Da qui la distanza fra i due conteggi: 411 persone hanno lavorato per il Teatro nel 2025, ma hanno firmato 910 contratti, perché la stessa persona può essere scritturata più volte nello stesso anno.
I due numeri misurano la stessa grandezza su due perimetri diversi, e la relazione li pubblica entrambi proprio per questo.
Il 756,52% è il tasso su tutti i dipendenti: al numeratore i 522 contratti cessati nell’anno, al denominatore la media di 69 dipendenti fra inizio e fine esercizio. In un teatro, dove ogni produzione genera decine di scritturati a termine, la formula dello standard produce un valore che non descrive un fenomeno di turnover reale.
Il 7,63% è il tasso sul solo organico strutturato: 5 cessazioni su una media di 65,5 dipendenti in organico. È questo il dato che descrive la stabilità della struttura permanente del Teatro.
Analogamente, 68 è il numero di tutti i dipendenti al 31 dicembre, mentre 67 sono i dipendenti in organico strutturato alla stessa data: la differenza è di un’unità ed è dovuta alle diverse classificazioni contrattuali.
| Perimetro | Donne | Uomini | Totale |
|---|---|---|---|
| Tutti i dipendenti che hanno lavorato nel 2025 | 6,78 h/d · 902 tot h · 133 dipendenti | 3,26 h/d · 437 tot h · 134 dipendenti | 5,01 h/d · 1.339 tot h · 267 dipendenti |
| Solo i dipendenti in organico strutturato che hanno lavorato nel 2025 | 20,51 h/d · 841 tot h · 41 dipendenti | 12,57 h/d · 377 tot h · 30 dipendenti | 17,15 h/d · 1.218 tot h · 71 dipendenti |
Il tasso di infortuni dei dipendenti è importante perché il numero assoluto di infortuni non è un dato significativo senza sapere quante ore sono state lavorate.
Il tasso di infortuni dei dipendenti rappresenta il numero di infortuni ogni 100 dipendenti equivalenti a tempo pieno per anno (l’equivalente di un dipendente a tempo pieno per anno, secondo lo standard, è rappresentato da 2.000 ore lavorate, quindi il tasso di infortuni è il numero di infortuni diviso per il numero totale di ore lavorate, moltiplicato per 200.000): un valore di 1,58 significa che, se il Teatro avesse cento dipendenti a tempo pieno per tutto l’anno, ci si attenderebbe fra uno e due infortuni.
Le ore di formazione pro capite per dipendente dipendono sensibilmente dal perimetro che si considera, perché, ovviamente, la formazione è stata erogata prevalentemente al personale dipendente in organico strutturato, quindi applicando alla lettera lo standard il dato viene falsato dal numero rilevante di dipendenti scritturati, su cui però non sono concentrati i programmi di formazione. In ogni caso vengono riportati i dati su entrambi i perimetri.
Le sale dei teatri nel complesso mettono a disposizione almeno 18 posti riservati a spettatori in carrozzina. Gli spettacoli prodotti direttamente dal Teatro comprendono produzioni accessibili a persone con disabilità sensoriale.
Il divario retributivo di genere confronta la retribuzione oraria media delle donne con quella degli uomini. Un valore negativo significa che la media delle donne è più alta. È una fotografia di medie, non un confronto a parità di mansione: dipende anche da come i due gruppi si distribuiscono fra i ruoli.
Il salario medio e il divario di -2,46% si riferiscono ai 67 dipendenti in organico strutturato in forza al 31 dicembre 2025. Il divario di -2,89% è calcolato su tutti i 68 dipendenti in forza alla stessa data.
Il salario minimo orario rilevato è la retribuzione lorda oraria più bassa effettivamente corrisposta nel perimetro dichiarato.
La soglia di riferimento di 9,00 euro lordi l’ora è il parametro utilizzato dal Teatro come termine di paragone.
La totalità del personale dipendente è inquadrata con Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL).
Il welfare aziendale è l’insieme di beni e servizi che l’ente riconosce al personale in aggiunta alla retribuzione. La spesa per dipendente si ottiene dividendo la spesa complessiva per l’organico, quindi non corrisponde a quanto ha ricevuto ciascuna persona. Si specifica che non tutto il welfare messo a disposizione è stato usufruito.
La politica di sostenibilità che guida le scelte dell’ente, il comitato interfunzionale di sostenibilità, l’analisi di doppia materialità che ha stabilito le priorità e la mappa dei portatori di interesse che stabilisce chi ingaggiare e in che forma.
| N. | Tema di sostenibilità | Impatto | Finanziaria | Esito |
|---|---|---|---|---|
| 01 | Cambiamento climatico | 64% | 62% | materiale |
| 02 | Inquinamento | 62% | 57% | materiale |
| 03 | Risorse idriche e marine | 40% | 27% | non materiale |
| 04 | Biodiversità ed ecosistemi | 38% | 25% | non materiale |
| 05 | Uso delle risorse ed economia circolare | 69% | 69% | materiale |
| 06 | Forza lavoro propria | 73% | 73% | materiale |
| 07 | Lavoratori nella catena del valore | 63% | 63% | materiale |
| 08 | Comunità interessate | 51% | 63% | materiale |
| 09 | Consumatori e utenti finali | 58% | 71% | materiale |
| 10 | Condotta dell’organizzazione | 74% | 78% | materiale |
L’asse orizzontale misura la materialità di impatto, cioè quanto pesa l’attività dell’organizzazione sulle persone e sull’ambiente: è la prospettiva inside out, che guarda dall’organizzazione verso il mondo.
L’asse verticale misura la materialità finanziaria, cioè quanto quel tema può incidere sui risultati e sulle prospettive dell’organizzazione: è la prospettiva outside in, che guarda dal mondo verso l’organizzazione.
Un tema è materiale quando è rilevante da almeno una delle due prospettive. La soglia operativa adottata è il 50% su entrambi gli assi. Nessuno dei dieci temi si colloca sopra la soglia su un asse e sotto sull’altro, sicché i due criteri portano allo stesso esito.
I due temi non materiali sono risorse idriche e marine e biodiversità ed ecosistemi. L’analisi è interna, completata nel 2025, e ha mappato gli impatti, i rischi e le opportunità rispetto ai temi di sostenibilità definiti dallo standard ESRS (European Sustainability Reporting Standards).
Un portatore di interesse è chiunque abbia un interesse verso l’attività del Teatro o possa influenzarla: il pubblico, il personale, gli enti che lo finanziano, i fornitori, le scuole, la stampa, le altre realtà culturali del territorio.
La mappa li colloca su due assi. In orizzontale quanto ciascuno è interessato a ciò che il Teatro fa. In verticale quanta influenza può esercitare sulle sue attività. Le linee tratteggiate tagliano gli assi al 50% e formano i quattro quadranti.
Lo strumento è la matrice di Mendelow, un riferimento diffuso per classificare i portatori di interesse di un’organizzazione. Il numero di ogni punto rimanda all’elenco qui sopra.
La matrice non serve a stabilire chi conta di più, ma a scegliere con chi parlare, quanto spesso e in che forma: è la base operativa del piano di ingaggio.
Tre portatori si collocano esattamente sulla soglia del 50%. Sono stati attribuiti al quadrante superiore, secondo una convenzione inclusiva verso l’alto.
La valutazione è interna, conclusa nel 2025: riflette come il Teatro legge oggi le proprie relazioni, non un’indagine condotta presso i portatori stessi.
Operativamente, l’attuazione delle politiche e delle iniziative di sostenibilità è coordinata dalla Direzione Generale e supportata dal Comitato interno di Sostenibilità interfunzionale del Teatro, con l’affiancamento dell’advisor esterno. Le iniziative vengono presentate e discusse periodicamente con il Consiglio di Amministrazione.
La politica di sostenibilità è il documento con cui l’organo di governo dichiara che cosa l’ente intende fare e a quali principi si vincola. Vale finché non viene modificata dal Consiglio di Amministrazione. Il testo esteso di ciascun principio è riportato nella relazione integrale e nel sito istituzionale.
Il Modello di organizzazione, gestione e controllo, MOG 231, è l’insieme di procedure che un ente adotta per prevenire i reati previsti dal decreto legislativo 231 del 2001. Averlo e applicarlo è ciò che può esonerare l’ente dalla responsabilità se un reato viene comunque commesso da chi vi lavora.
L’Organismo di Vigilanza è l’organo che verifica che quel modello sia applicato davvero. È indipendente, cioè non risponde a chi amministra l’ente, altrimenti controllerebbe sé stesso.
Il Codice Etico raccoglie le regole di comportamento che valgono per chi lavora per l’ente e per chi ci lavora insieme. Nei rapporti con i fornitori viene richiamato espressamente come clausola contrattuale.
Il rapporto di diversità di genere nell’organo di governo è il quoziente fra componenti donne e componenti uomini.
I Criteri Ambientali Minimi, CAM, sono requisiti ambientali che la normativa italiana impone di inserire negli appalti pubblici. Il Teatro è una stazione appaltante, cioè un soggetto che acquista con le regole degli appalti pubblici, e quindi li applica già.
L’indagine è un questionario inviato ai fornitori: le risposte sono quindi dichiarazioni dei fornitori stessi, non verifiche condotte dal Teatro. I punteggi su cinque sono medie delle valutazioni che i fornitori hanno dato al rapporto con il Teatro, e vanno letti come una percezione.
Un tasso di risposta del 14% significa che il quadro descrive i 99 che hanno risposto, non i 729 contattati: chi risponde a un questionario sulla sostenibilità è mediamente più sensibile al tema, quindi le lacune reali della filiera sono probabilmente più ampie di quelle che emergono qui.
L’indagine è stata il primo dialogo strutturato del Teatro con la propria filiera su tematiche di sostenibilità.
Una delle lacune più rilevanti riguarda la misurazione delle emissioni: il 76% dei rispondenti non misura le proprie emissioni dirette di ambito 1. È la ragione per cui l’ambito 3 della relazione copre la sola categoria 3.
Sui Criteri Ambientali Minimi, il 52% dei rispondenti non sa se siano presenti nei propri contratti: il Teatro è stazione appaltante e i CAM sono già adottati nei suoi processi di acquisto, ma la consapevolezza lungo la filiera resta bassa.
Il nuovo ciclo del questionario è programmato al 2027, per lasciare maturare le azioni di ingaggio diretto.
La relazione distingue quattro piani diversi, che è bene non confondere: le politiche che guidano comportamenti e decisioni, ciò che è stato fatto prima dell’esercizio rendicontato, quello che il Teatro ha sviluppato nel 2025 e quello che si impegna a fare.
Politiche. Impegni e regole formalizzati e approvati. Orientano decisioni e comportamenti dell’ente.
Prima del 2025. Pratiche concluse prima dell’esercizio rendicontato. Compaiono nella relazione di sostenibilità, essendo la prima, perché dicono da dove viene il Teatro, ma non sono risultati dell’esercizio 2025.
Pratiche in essere. Progetti sviluppati durante l’esercizio oggetto di rendicontazione, ovvero il 2025.
Iniziative future. Progetti programmati nel corso del 2025, con un orizzonte definito o in via di definizione. Alcuni, alla data di redazione della relazione, risultano già avviati o completati: restano qui perché sono futuri rispetto all’esercizio 2025, che è il periodo rendicontato.
Questa infografica è una sintesi visiva della Relazione sulla sostenibilità 2025 del Teatro Stabile del Veneto · Carlo Goldoni. Non costituisce il documento ufficiale di rendicontazione: la relazione integrale, redatta in conformità allo standard volontario VSME nell’opzione che comprende il modulo base e il modulo onnicomprensivo, resta il riferimento per i dati, le metodologie e le informative complete.